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Un anno che va ... Con grosse valige, ravvolto di cupi pensieri nel nero mantello, sull' uscio del tempo, scacciato, si appresta a partire col grosso fardello che il mondo gli pone: è l' anno a finire, che stenta a morire... è l' anno che va ! Gli han piene le tasche dei mali del mondo, sperando che lasci lontano le cose crudeli che fanno vergogna. "Che grosso fardello ti dan da portare, che fuori del tempo tu devi buttare: i sogni mancati, le storie compiute, gli amori finiti, le spade, le guerre, le antiche contese, il sangue che scorre, battaglie riprese; il pianto struggente di tutte le genti per giovani eroi, nei ferri contorti, caduti al progresso, per giovani morti caduti alla polvere bianca, per schiave costrette; per bimbi ceduti, per pezzi di corpi straziati, tagliati e venduti; la sete dei giusti che gridano al vento; il grido dell'onda che accoglie la gente tradita, affamata, fuggita dal niente; il pianto di bimbi scalfiti: le cose che il cielo rinnega" ! " Son grosse valige, non posso portare, qualcosa purtroppo la devo lasciare; sceglietele voi le meno ingombranti, mi porto soltanto le cose pesanti; mi porto soltanto le più vergognose e quelle meschine, che son più leggere le cedo al "bambino" che giunge radioso, conteso, acclamato, con mani ripiene di doni leggeri, che sono speranze: le stesse di ieri ! che sono promesse, che sono illusioni, che sono fantastiche reinvenzioni di un mondo duro che stenta a cambiare, a rinnovare la grande impresa: a tender la mano a chi soccombe, a chi grida, a chi di sofferenza muore lontano dai "vincenti", a chi, "perdente", invoca una luce, una speranza, un giorno lieto, un alito di gioia, una vita migliore, il sorriso, che dal tuo cielo scende. E' la mano protesa... alla mano che attende! |
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L'altare
della vergogna
Oh! Crocifisso, Crocifisso nero ! che pendi ancor dalla parete, ove l' ardire dell' umana follia eresse questo Altare, su cui spregiudicata Morte celebrò senza veli, consacrandolo alla eterna vergogna !
Oh! Crocifisso, Crocifisso nero ! che fosti muto testimone in questo Tempio, dove trionfante follia discriminò le genti per distruggerne i " nomi ". Erano figli tuoi ! Erano sei milioni ! Erano tutti ladroni ?
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La festa della vita (per il diciottesimo compleanno di Luciana)
18 anni... 18 anni... Sono pochi e sono tanti, sufficienti per guidare, troppo pochi per pensare. E' l' ingresso nella vita degli adulti più sapienti, troppo spesso meta ambita per sentirsi intelligenti. Ma non conta l' otto o il nove. Per poter con le parole il destino decretar : son le azioni che, crescendo fan dell' uomo la sapienza e sbagliando a novant' anni si ritorna a dodici anni. Non si può crescere dentro senz' affanni. Non si può tornare indietro per schivar l' immane lotta che la vita ti propone; lascia quindi l' orsacchiotto, Beautiful non serve a niente: pensa ai libri, ai grossi impegni, a raggiungere le mete senza soste e senza quiete. Ma di tutto, che scorrendo cresce e invecchia, solo il cuor fermalo adesso, che rimanga giovanetto: chè la forza della vita è sol questa, se non muta l' entusiasmo giovanile dell' età che stai vivendo. Tanti auguri e un buon avvio alla festa della vita: Brinda e ridi, ridi sempre, che così farai contenti tutti noi che oggi siamo e quegli altri che verranno dopo noi. Fa che sempre sia d' esempio ogni tuo comportamento. Ferma dunque questo giorno spensierato nel tuo cuore di bambina. Cresci fuori e nella mente non nel cuore... Da papà con tanto amore. |
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Azienda Agroalimentare
Prosperi |